Il congresso europeo più importante per la PMA: i temi chiave di quest'anno e cosa significano per chi è in percorso.
Introduzione
Dal 5 all’8 luglio 2026 si è tenuto a Londra il 42° Annual Meeting dell’ESHRE, la Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia. È il principale appuntamento scientifico europeo per i professionisti della medicina della riproduzione: quattro giorni di confronto tra ricercatori, clinici ed embriologi provenienti da tutto il mondo.
Il Centro Futura segue con attenzione i lavori dell’ESHRE perché i temi affrontati ogni anno orientano la pratica clinica e riflettono la direzione verso cui si muove la ricerca. Quello del 2026 ha messo al centro un concetto che per noi non è una novità, ma una conferma: la personalizzazione del percorso non è un’aspirazione, è una necessità clinica.
Il cambio di paradigma nella PMA
Il messaggio che ha attraversato molte delle sessioni scientifiche di quest’anno riguarda un’evoluzione nel modo di concepire la procreazione medicalmente assistita. La PMA non viene più letta come una risposta emergenziale a un problema di fertilità, ma come la gestione di un progetto di genitorialità nel tempo, che richiede continuità, valutazione progressiva e adattamento alle caratteristiche di ogni persona.
Questo significa che le decisioni cliniche, dalla stimolazione ovarica alla gestione del trasferimento embrionale, devono essere costruite sui dati reali della coppia, non su protocolli standardizzati applicati indipendentemente dal contesto.
Personalizzazione: cosa vuol dire nella pratica
Ogni ciclo di PMA è diverso perché ogni coppia è diversa. Riserva ovarica, qualità seminale, risposta agli stimoli ormonali, caratteristiche dell’endometrio: sono variabili che non possono essere lette separatamente, e che insieme definiscono il percorso più appropriato.
La ricerca presentata all’ESHRE 2026 ha rafforzato l’evidenza che gestire questi elementi in modo integrato, evitando decisioni rigide non supportate dai dati clinici disponibili, migliora la qualità complessiva del percorso per la coppia.
La coppia come unità di cura
Un altro filo conduttore del congresso è stato l’approccio alla coppia come soggetto unico di valutazione. Fertilità femminile e maschile non sono compartimenti separati: interagiscono, e la loro lettura congiunta è fondamentale per costruire un percorso che abbia senso clinico.
Al Centro Futura questa visione è parte del nostro metodo di lavoro da sempre. Ginecologa, andrologo, embriologa e psicologa lavorano in sinergia, condividendo le informazioni necessarie per accompagnare ogni coppia con competenza e continuità.
Un congresso che parla di quello che facciamo ogni giorno
Seguire l’ESHRE non significa inseguire le novità per il gusto di farlo. Significa verificare che il lavoro quotidiano che svolgiamo sia allineato alle migliori evidenze disponibili, e aggiornarci dove la ricerca apre nuove strade.
Il 42° Annual Meeting ci ha restituito una conferma importante: la direzione che la medicina della riproduzione sta prendendo a livello internazionale è quella che Centro Futura percorre da anni. Percorsi costruiti sulla persona, non sulla media.
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